Viaggio della memoria 2009 - Berlino
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Viaggio nella memoria o nel presente?
Sto cercando di pettinare i pensieri che emergono nella mente. Sono stati giorni intensi ma anche vuoti, carichi di evidenze e di dubbi. Il viaggio della memoria organizzato da Istoreco per 700 studenti reggiani e un piccolo gruppo di privati ha aperto le porte di un mondo sospeso fra storia e presente della città di Berlino, una città fantasma per la sua bassa densità abitativa che rimanda al calvario che ha vissuto: la nascita del nazismo, la seconda guerra mondiale, la morte di 50 milioni di persone, lo sterminio degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, dei disabili, della democrazia, degli oppositori politici, e poi la caduta del regime, la divisione in due blocchi contrapposti, il muro, la sua caduta, l'unificazione sotto la direzione dell'occidente. Tutto spiegabile con una analisi scientifica delle azioni che hanno portato a tutto ciò. Oppure no. Troppo avanti e troppo grossi i numeri che descrivono una violenza folle che non ha più legami con la realtà.
Marcello Stecco, assessore della provincia di Reggio, durante la commemorazione finale tenuta assieme al sindaco Delrio e agli studenti in Rosenstrass, ha esordito dicendo che "No, Hitler non era un mostro. Era una persona." E' questa la verità intima, l'insegnamento che dobbiamo capire di questo viaggio nel tempo della storia. Hitler, i tedeschi nella loro quasi totalità nazista, non erano mostri ma persone che avevano scelto la morte della coscienza per la droga del pensiero forte, semplice e a buon mercato. Il pensiero della violenza, del rifiuto delle proprie responsabilità e doveri di cittadinanza per buttare su altri, su "gli altri" le colpe delle difficoltà. Una grande coesione di massa sul luogo comune del perseguitare i più deboli, le minoranze. Una reazione sociale comune in tutte le specie animali costrette nell'angustia delle prigioni, che per l'uomo in una società in crisi sono rappresentate dalla precarietà e dai condizionamenti della paura.
Mai come oggi, dopo 65 anni dalla caduta del nazi-fascismo, siamo tornati poveri di spirito e predisposti alle svolte autoritarie.
Mai come oggi, la lezione della storia mi è sembrata cronaca della realtà attuale.
A questo, se mai è possibile contrapporsi, lo si può fare solo con il risveglio delle coscienze, con la cultura e con una politica vera in grado di agire sulle complessità.
Grazie Reggio per la prova di maturità che dai ogni giorno da 65 anni. A partire dalle scuole, già da quelle delle infanzia che sono laboratori di partecipazione e promozione del bambino, così come nelle scuole superiori, attraverso questi piccoli miracoli dei viaggi della memoria, capaci di vaccinare le giovani generazioni contro il seme dell'intolleranza.
Nei prossimi giorni pubblicherò una selezione di foto del viaggio, intanto sento l’urgenza di mostrare i volti di chi ha partecipato alla cerimonia commemorativa. Volti carichi di significato.
giovedì 30 giugno 2011